Nicolai Lilin ha ventotto anni, vive in Italia da qualche anno facendo il tatuatore, ma quando viveva in Russia era un criminale. Ha vissuto delle esperienze inimmaginabili e in questo libro le racconta senza nascondere nulla. L'infanzia in Transnistria, dove una grossa parte della comunità criminale siberiana è stata deportata nel primo Novecento. L'apprendistato del male e del bene. I codici complessi che regolano la vita della comunità criminale siberiana, trasmessi dai vecchi con pazienza e rigore. La scuola della strada, i conflitti tra bande. I valori come l'amicizia, la lealtà, la difesa dei deboli, la condivisione dei beni. La cultura del tatuaggio, della pelle che parla di un uomo e del suo destino. Infine il carcere minorile: un inferno di adolescenti guerrieri.